venerdì 28 maggio 2010

La tecnologia è creata dal sistema

Anche se è vero che in fondo la tecnologia è creata dal sistema, per me è essenziale ricordare che esiste un creatore di questa tecnologia. Il creatore di tecnologia riflette sull’esistente e cerca di costruire macchine che facciano le cose in un modo nuovo. Noi con il nostro lavoro e le nostre pubblicazioni cerchiamo di fornire strumenti e idee. Ogni qual volta tu ti confronti con un prodotto tecnologico ti confronti infatti con le idee e le conoscenze che vi stanno dietro.
Ogni macchina, ogni progetto non sono mai solo una macchina o un pezzo di carta, ma una risorsa di pensiero, ogni invenzione quindi è un’invenzione sociale.
Lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione ha creato nuovi bisogni per un fondamentale diritto umano che è quello del libero, illimitato e non controllato scambio di informazioni, e questo sta alla base di tutta la nostra pratica, che più che essere ideologica cerca di essere una effettiva nuova forma di cooperazione tra la gente.
La cosa che ci sembrava più attinente alla nostra esperienza era verificare come fosse reale e pressante il potere delle multinazionali dell’informazione.
Per quanto riguarda la comunicazione, per esempio, c’è infatti una grossa differenza qualitativa tra ‘bit’ e ‘significato’, in quanto il bit è qualcosa di vuoto e che, appunto, non produce senso se non quando si arricchisce con il significato quindi solamente quando comunica, quando cioè il dato tecnico viene accostato da un elemento vivo.
La comunicazione deve svolgersi, in ultima analisi, fra due persone e non tra uomo e macchina. Il computer è solo uno strumento e nient’altro.

Wau Holland
Wired

mercoledì 26 maggio 2010

I like it .40

giovedì 20 maggio 2010

Amica, 6 giugno 1965


LA SIMPATIA È UN DONO O UN’ARTE?


VALENTIN ANGELILLO (calciatore): simpatico si nasce. ‘Penso che la simpatia che involontariamente sprigiono sia dovuta alla fiducia che so ispirare negli altri. È una qualità innata: o si ha o non si ha’.

SOFIA LOREN (attrice): per essere simpatici occorre misurare la spontaneità. ‘Non sempre ciò che viene spontaneamente di dire torna utile. E allora occorre amputare la parte che non va. Guardi che ho detto amputare non alterare’.

ALFRED HITCHCOCK (regista): il mondo non è dei simpatici, ma degli antipatici. ‘Si invidia chi ha quello che noi vorremmo avere e che non abbiamo. Chi ha quello che noi non abbiamo ci è necessariamente antipatico. Perciò aspiro a essere antipatico. Qual è la ricetta dell’antipatia: mettersi in mostra il più possibile, farsi credere il padrone dell’universo, saper strizzare l’occhio’.

ALBERTO LATTUADA (regista): la simpatia dipende da chi ci circonda. ‘In una compagnia che abbia intelligenza, senso umoristico, cultura, in una parola una ricca educazione, io mi giudico simpatico e forse irresistibile. In caso contrario divento antipatico’.

ROSSANO BRAZZI (attore): chi è simpatico è perché è sempre se stesso. ‘Sembrerà strano, ma sono simpatico come uomo e antipatico come attore’.

martedì 18 maggio 2010

martedì 11 maggio 2010

C’è chi vuole mettere il bavaglio a internet

C’è chi vuole mettere il bavaglio a internet e infila di soppiatto commi maligni in provvedimenti che parlano d’altro. Non è più uno scandalo, succede ormai due o tre volte l’anno, magari prima o poi ci riescono.
Ci sono sei italiani su dieci che non sanno nemmeno cosa sia una banda larga e dodici milioni di famiglie che vivono senza un pc, che non è urgente come un lavoro perduto, certo, ma può aiutarti a ritrovarlo un lavoro, a crescere, a riqualificarti. A connetterti con il mondo che corre.
C’è una classifica che misura il grado di innovazione dei paesi europei. Si chiama European Innovation Scoreboard, esamina 29 indicatori e prevede quattro categorie: i leader, i follower, gli innovatori moderati e quelli che devono recuperare. Noi siamo i moderati, ma siamo così moderati da essere gli ultimi dei moderati, Grecia, Spagna e Portogallo ci hanno sorpassato. Praticamente siamo fermi, anzi arretriamo. Verso Malta. Poi, nonostante tutto, più forti di tutti, ci siete voi.
Ho passato una notte a guardarvi uno per uno. Ho aspettato la mezzanotte del 30 settembre, quando chiudeva il termine per partecipare ad I love Internet mandando una clip che spiegasse perché internet ci cambia la vita, perché questa rete infinita di persone e pensieri porterà a un mondo migliore, anzi lo sta già creando (e se vi chiedono dove, rispondete pure: ovunque si stabilisca una connessione fra pensieri positivi, una condivisione della conoscenza, una unione di forze lontane grazie a questa straordinaria piattaforma tecnologica).
Ho aspettato mezzanotte perché i video continuavano ad arrivare. Ora dopo ora, fino all’ultimo minuto. E in quei video c’eravate voi, la vita quotidiana, l’amicizia, l’amore, il divertimento, il lavoro (per tutti quelli che dicono che internet è una cosa astratta, virtuale).
In quei video, anche in quelli che non lo affermavano esplicitamente, c’era un’altra idea di pace e di democrazia che un giorno non lontano intenet porterà. La rivoluzione pacifica prossima ventura. Io ci credo.

Riccardo Luna

domenica 9 maggio 2010

I like it .38

domenica 2 maggio 2010

Collezione prêt-à-manger 2010

Vista e gusto sono i sensi più ricettivi al bello perché sapori e forme hanno accesso diretto alla memoria e scatenano immediate risposte di piacere. Ecco perché moda e cucina non potevano che incontrarsi.
Gli stilisti sono, generalmente, molto attratti dai banchetti: preparare e presentare il cibo è una passione che stuzzica la loro vanità. Almeno secondo American Fashion Cookbook, una divertente raccolta di ricette, cronache e disegni delle firme del Council of Fashion Designers of America, in uscita negli Usa per Assouline.
Qui scopriamo che tutti, da Carolina Herrera a Tommy Hilfiger, cucinare è esattamente come disegnare una collezione: bisogna pensare meticolosamente ai dettagli, ma con una vista d’insieme. E poi un po’ di cronache gustose: Bill Blass, lo stilista amato da Jaqueline Kennedy, adorava il suo (poco chic) polpettone al punto che, per il Gala conclusivo della premiazione al Lifetime Archievement Award nel 2000, ha fatto preparare la sua ricetta come piatto principale. Un successo. Martha Stewart, l’icona bon-ton della tv Usa, nel prologo al libro ricorda un pranzo da re alla corte di Valentino. Et voilà si scopre che il mondo glam è pantagruelico.
Così è nata l’idea di raccogliere in un ricettario le invenzioni di affermati ed emergenti designer. Che propongono idee dal brunch alla cena, passando per il drink (Green Juice di Donna Karan), stuzzichini (Cheese Börek di Araks Yeramyan), e ‘comfort food’ (Olive oil popcorn di Norma Kamali).
Bon appetit!

M.D.P.